Nuvola75

Utente: nuvola75
Sono una persona perennemente innamorata. Del mio lavoro, quello di giornalista, delle persone che mi stanno accanto e delle cose semplici, pulite. Cosa trovate qui? Semplicemente me stessa, con i miei momenti di forza e le mie debolezze. Soltanto Lucia/Nuvola Per contattarmi nuvola75(at)gmail.com


Commenti recenti

FulviaLeopardi in Strisce pedonali e m...
utente anonimo in Strisce pedonali e m...
utente anonimo in Strisce pedonali e m...
utente anonimo in Strisce pedonali e m...
utente anonimo in Angoli nascosti
oceano01 in Strisce pedonali e m...
nuvola75 in Strisce pedonali e m...
Princy60 in Strisce pedonali e m...
nuvola75 in E' una vergogna!

Categorie

amici
charly
chiacchiere
comunista con le scarpe di gucci
considerazioni
cronache
divagazioni poco serie
famiglia
film
fotografia
il nero e il romantico
in gita
io e lui
io e mia sorella
la nuova casa
lavoro e affini
libri
misteri di provincia
moleskine
nuvola production
personali
racconti
rete e affini
ricordi
sensazioni
video
vita domestica
zizzaniawomen

Links

Alf
Brugue
Cazzeggio libero
Chiara
Chiara Domenica
Conte Vico
Cr42Falco
Cucinare appassionatamente
Da sotto un ponte
Deny
Gilbo
I provinciali
Je ne regrette rien
La Profe
La terra delle Giraffe
Laboratorio di idee
Le vie dei colori
Libri oltre la trama
Nuances
Oggi siamo seri
Parole e silenzi
Pensieri e parole
Perugia Viva
Phoebe
Plastic revolution
Popoblog
S'i fossi foco
SelinaKyle
Sesso stanco
Solo pensieri
Trasimeno Free Style
Un per cento
Viaggio adagio
Zingara

Foto recenti

Bottoni

Contatore

visitato *loading* volte

Strisce pedonali e marciapiedi troppo alti

Il mio primo servizio televisivo... Si può e si deve migliorare ma ne vado fiera!
postato da: nuvola75| link | commenti (7)
categorie:

E' una vergogna!

Dopo Nocera c'è un altro pezzo di Umbria in cui ancora si vive come ai tempi del terremoto...
Divertitevi a guardare il video di Striscia la Notizia... A breve un commento mio sull'argomento! www.striscialanotizia.mediaset.it/puntata/2009/10/09/puntata_17.shtml
postato da: nuvola75| link | commenti (2)
categorie:

Angoli nascosti

Si chiama Viale della Rimembranza. Detta così sembra quasi si trovi in chissà quale città importante. E invece no, è qui, nel paesello in cui vivo ormai da tre anni e passa, a Torgiano. Vi si accede dalla piazza e, per ironia della sorte, conduce al cimitero attraverso la Torre dei Baglioni, nota anche come Torre di Giano, da cui la cittadina prende il nome. Un tempo ci passavo spesso, soprattutto da bambina, insieme a mio nonno. Poi, col tempo, in quel viale, quasi in centro storico, non avevo più messo piede. Oggi ci sono capitata quasi per sbaglio. Ho parcheggiato la macchina in piazza e sono andata a fare una passeggiata alla ricerca di qualche angolino da fotografare per prendere confidenza con la mia amatissima Nikon nuova.
L'ho imboccato per sbaglio, nemmeno ricordavo più dove conduceva quella strada si può dire. E ho cominciato a camminare a ritroso nel tempo. Ai lati della strada, tutte alla stessa distanza, ci sono delle piccole lapidi. Nomi, date e luoghi. Poco di più. Davanti lumini accesi, fiori. Un luogo curatissimo, in cui il tempo si è fermato. Perché quello è il luogo dell'omaggio del paesello ai suoi giovani caduti nelle due guerre mondiali. Fa effetto vederle, pulite ordinate. E pensare che le famiglie di alcuni di quei caduti ormai non ci sono nemmeno più. Alcuni risultano morti nel 1915, 60 anni prima che io nascessi. Adesso avrebbero superato i 100 anni da un bel po'. L'ho percorso tutto, il viale. E mentre camminavo ho incrociato alcune donne, anche giovani, che sistemavano i fiori e i lumini davanti a quelle piccole lapidi in marmo. Un modo per non dimenticare e per onorare le proprie origini, le proprie radici. Perché quel soldato di un tempo, che chi sistema quella lapide, forse, non ha nemmeno visto in foto, era un parente, uno zio, un nonno o un bisnonno. E anche per ricordare il sacrificio e il valore di chi ha perso la vita in qualsiasi guerra.  Alla faccia (perdonatemi lo sfogo) di chi ha offeso i soldati italiani non più di qualche settimana fa.
postato da: nuvola75| link | commenti (1)
categorie:

In punta di piedi

Rientrare qui, in questo blog, è come rientrare a casa la sera... Già perché qui ci sono le mie emozioni, i miei ricordi. C'è la mia vita. E allora ancora una volta mi propongo di ritornarne in possesso, di tornare a scrivere quotidianamente quello che provo, quello che vivo, come in un diario. Sento che è arrivato il momento... E allora, riprendiamo in mano i sogni, il cuore. Togliamo la polvere da questi mobili amati, dagli oggetti che raccontano momenti di vita vissuta e ripartiamo. Da zero. Ma senza dubbio da me. Con un sorriso...
postato da: nuvola75| link | commenti
categorie: personali

Valery e la principessa

Non è mia, è un'Ansa... Mi piaceva e in attesa di scrivere qualcosa di mio, soprattutto di avere il tempo, la ripropongo così come l'ho trovata!

PARIGI - “L'amore è cieco, dimentico del mondo, spazza via la guerra dei Cent'anni, Giovanna d’Arco e Napoleone”: fra Buckingham Palace e il castello di Rambouillet è amore tra un presidente francese e una principessa gallese che sembra proprio Lady D, a metà anni Ottanta. E’ la trama dell’ultimo romanzo di Valery Giscard d’Estaing, ex capo dello stato francese. L’abito del protagonista è cucito sulla sua persona. Sembra che il feuilleton Diana-Giscard sia destinato ad aprire uno scontro fra entusiasti e scettici, una tenzone che non potrà essere risolta perchè l’unico depositario della verità è l’autore, Giscard, 83 anni, che ha lavorato con il cesello per creare mistero con allusioni, citazioni e ricordi nitidi di date e luoghi in cui poteva esserci lui e soltanto lui insieme alla principessa. La simpatia fra i due, l’ammirazione profonda di Giscard per Diana è un fatto risaputo, ma di un amore, un amore vero, non si era mai parlato. E la chiave del mistero è nell’incipit del libro: “Promessa mantenuta”. Come se qualcuno avesse chiesto a lui di narrare l’intera vicenda al di là del tempo e forse della morte. Alla fine, c'è il rimando alla casella di partenza: “Mi avete chiesto l’autorizzazione a scrivere il vostro libro - mi dice lei - e io ve la dò! Ma fatemi una promessa...”. In alcuni passi sembra di leggere Stendhal: “Mi sono alzato e ho spostato la mia sedia per permettere alla principessa di sedersi. Lei mi ha ringraziato con uno di quei suoi sguardi obliqui che mi facevano sentire tutto il suo fascino”. In altri si avverte il cuore del “presidente” che batte forte dopo averla vista: “Sono rientrato all’Eliseo e ho salito la scalinata con la testa in fiamme e il cuore scintillante di felicità”. L’amore raccontato dall’ex capo dello stato francese è un amore vero, su questo non ci sono misteri: “La odo ancora dirlo in inglese. Non è la memoria che me lo rammenta, è la sua voce: 'I wish that you love mè”. L’ambientazione è quella degli anni Ottanta, Diana (nel romanzo si chiama Patricia) sposò a 20 anni, nel 1981, il principe Carlo. In quello stesso anno Giscard (nella fiction è Jacques-Henri Lambertye) lasciava l’Eliseo a Francois Mitterrand a 55 anni. Tutto è calcolato perfettamente nel libro in modo da lasciare il lettore stordito, a bocca aperta: Diana-Patricia che confessa al suo “presidente” che il marito le ha a sua volta confessato prima del matrimonio l’esistenza di un’amante e di non avere nessuna intenzione di lasciarla dopo le nozze. Valery-Henri che sogna un grande ravvicinamento istituzionale fra Parigi e Londra sull'onda del suo amore, arrivando ad augurarsi che il suo periodo di presidenza scenda da sette a cinque anni (una riforma operativa soltanto 20 anni dopo...) così da poter avere le mani libere per vivere la sua storia oltremanica. Una histoire d’amour focosa e completa, che supera presto le schermaglie per sbocciare ed esprimersi pienamente nelle residenze di Kensington e soprattutto nel castello di Rambouillet, vicino a Parigi, dove Giscard presidente trascorreva molto del suo tempo libero, organizzando, si diceva, partite di caccia. Il libro racconta invece che si trattava di un nido d’amore, il preferito dal presidente e dalla principessa. (Ansa)
postato da: nuvola75| link | commenti (2)
categorie: libri

Padri, sorelle e nipoti

Mia sorella non è più la piccola di casa. E' una donna ormai. Una bellissima donna di 25 anni. E a fine febbraio diventerà mamma. Oggi ha saputo che nascerà una bambina... Una gioia incredibile per tutti ma soprattutto per me, che, da zia affettuosa quale sono, non posso che essere al settimo cielo. Ma la cosa che mi ha commosso, in realtà è stata un'altra. Dopo aver sentito la peste ho chiamato i miei genitori. Mi ha riposto papà. “Allora nonnino! A febbraio nascerà la nipotina! Sei contento?”. “E' femmina?”. “Sì”. “A me non interessa niente. Spero solo che sia in gamba come te e che possa essere orgoglioso anche di lei come lo sono di te”.
Ora, mio padre non è mai stato un tipo molto affettuoso, uno di quei papà che fanno mille complimenti. Anzi. E' abbastanza burbero e scontroso. Le parole di stasera in fondo gli sono costate anche un bel po' ne sono convinta. Ma mi hanno davvero fatto tanto felice... Non potete immaginare quanto... Ed ora eccomi qua, a casa, seduta sul mio divano che ci penso e ci ripenso in continuazione. Sono commossa, come non mi succedeva da tempo, e faccio anche fatica a scrivere nero su bianco quello che provo e quello che penso. Perché oggi ho ricevuto due splendidi regali: la notizia che la bimba è sana e queste parole di mio padre, che, forse, hanno un valore quasi superiore.
postato da: nuvola75| link | commenti (3)
categorie: famiglia

Un centro per disintossicarsi da internet

E per ora accontentatevi di questa nuova Ansa... Intanto sto elaborando...e a breve seguiranno anche pezzi miei, di sicuro scritti peggio ma almeno farina del mio sacco!
SEATTLE - La dipendenza da Internet può distruggere, come succede con l’alcol e la droga, la vita di una persona. Ne sono ben consapevoli i fondatori a Seattle (stato di Washington) del primo centro degli Stati Uniti che accoglie le persone che cercano di liberarsi di questa forma di ossessione. La dipendenza da Internet può prendere forme diverse: ci sono i frequentatori maniacali di chat rooms, ci sono coloro che trascorrono ore e ore impegnati nei videogiochi (spesso online perchè sono interattivi), c'è chi esagera con Twitter e con l'invio ossessivo di messaggi email, ci sono quelli che non riescono uscire dall’universo di Facebook. Le conseguenze possono essere devastanti. La perdita del posto di lavoro, il deterioramento delle relazioni familiari, la mancanza di alimentazione o sonno adeguati, l’igiene trascurato. “Ho cominciato con i videogiochi: prima un paio di ore al giorno poi un aumento esponenziale fino ad arrivare a sedici ore al giorno. La mia vita è stata rovinata”, ha ammesso un ospite del centro 'ReSTART'. Il programma del centro - che prevede una permanenza di 45 giorni - è basato su un mix di sessioni di psicoterapia e di colloqui con esperti, accompagnato da una vita semplice e meno tecnologica possibile: lavori manuali (nell’orto della proprietà o nelle cucine), esercizi fisici all’aria aperta e il divieto assoluto di accesso al computer. La 'dipendenza da Internet' non è ancora stata riconosciuta ufficialmente dalla Associazione Psichiatrica Americana - come accade invece per quelle da alcol e droga - e questo impedisce ai pazienti di ottenere dalle assicurazioni il rimborso delle spese mediche. Un soggiorno al centro ReSTART costa poco meno di 15 mila dollari. Il centro, situato a circa 50 chilometri da Seattle, in aperta campagna, non è lontano dalla sede del quartier generale della Microsoft a Redmond, una delle capitali del mondo del computer. Poichè il centro di disintossicazione da Internet ha appena cominciato la sua attività è difficile per adesso valutare l’efficacia per i pazienti. Ma i medici sono contenti di avere finalmente un luogo dove inviare le vittime di una dipendenza che appare destinata a mietere sempre più vittime negli anni a venire. (ANSA)
postato da: nuvola75| link | commenti (4)
categorie:

Alla base...

Parigi, le spiagge dello sbarco in Normandia, la Bretagna, i castelli della Loira. Dieci giorni di viaggio, dieci giorni di immagini meravigliose da conservare gelosamente, da tenere in un cassetto del cuore e soprattutto da aprire spesso. Ancora le immagini sono vive, ma confuse. Il tempo di riordinarle, come si fa con le foto delle vacanze da sistemare negli album, in quei contenitori da sfogliare con nostalgia durante l'inverno, e poi comincerò il racconto con calma. Per ora accontentatevi della mia gioia e del mio essere tornata del tutto carica. Con una valigia pesantissima da disfare, montagne di vestiti da lavare e stirare (accidenti a loro!) ma piena di voglia di fare...
postato da: nuvola75| link | commenti (4)
categorie:

Finalmente ferie!

Dopo un anno a dir poco pazzesco, dopo tante cose brutte successe, dopo un incidente che mi ha immobilizzato per qualche giorno il collo, finalmente è arrivato il momento di partire... Spicco il volo, anche stavolta Me ne vado in Francia: Parigi, Normandia e Loira. Ci riesentiamo il 28... Buone vacanze a chi è in vacanza, buon lavoro ha chi ha già ripreso!
postato da: nuvola75| link | commenti
categorie:

Mutuo salato, vende la tomba sopra Marilyn

NEW YORK  - Di qui all’eternità con Marilyn Monroe: Richard Poncher, un imprenditore di Beverly Hills, non aveva fatto i conti con la recessione. L’uomo, che da 23 anni riposa 'in pacè nella cripta sopra a quella della diva, sarà presto sfrattato se la sua vedova riuscirà a vendere il loculo su eBay per saldare il mutuo. “Non potrei essere più onesta di così: voglio lasciare la casa ai figli, ma non oberata da debiti”, ha detto Elsie Poncher al Los Angeles Times. Prezzo di partenza chiesto dalla vedova per la tomba del marito nel piccolo cimitero non lontano da Hollywood: mezzo milione di dollari, ma la donna spera di poterne ricavare di più in modo da poter lasciare ai figli la casa di Beverly Hills senza il peso del mutuo che ci grava sopra, 1,6 milioni di dollari. Marilyn è arrivata al Pierce Brothers Westwood Memorial Park dopo il suicidio nel 1962. Richard l’ha raggiunta 23 anni fa, quando è morto a 81 anni. L’uomo che, a detta della moglie, aveva costruito due automobili a prova di pallottola per Al Capone e nella vita aveva personalmente posseduto ben 12 Rolls Royce, era un pittoresco personaggio che alla inconsolabile Elsie aveva confidato il desiderio di essere sepolto sopra la 'Venere al platinò di Hollywood prima di morire. E non in modo convenzionale: “Con un filo di vice mi confidò le ultime volontà: Se non mi metti a faccia in giù sopra Marilyn ti perseguiterò finchè vivi”, ha detto la vedova al giornale. Poncher, secondo la vedova, acquistò il loculo al cimitero di Westwood Village nel 1954 da Joe DiMaggio, nel periodo in cui era in corso il turbolento divorzio tra il campione di baseball e l’attrice. DiMaggio mantenne la tomba sottostante e nel 1962 decise di farvi tumulare l’ex moglie: il piccolo cimitero nei pressi di Beverly Hills, a Hollywood, è così diventato un luogo di pellegrinaggio per i fans dell’attrice scomparsa. Marilyn non è la sola star sepolta al Weswood Memorial, ma certamente è la più popolare. Secondo stime del cimitero ogni anno piu di 10 mila persone all’anno fanno pellegrinaggio alla tomba della diva che negli anni Cinquanta fece impazzire gli uomini di mezzo mondo. Alcuni portano fiori, altri si dicono delusi dalla modestia della lapide. Altre star di Hollywood le fanno compagnia: tra queste Natalie Wood, Dean Martin, Merv Griffin, Truman Capote e, lo scorso giugno, Farrah Fawcett. Potrebbe presto arrivare anche Hugh Hefner: qualche anno fa mise a rumore la stampa la notizia che il fondatore di Playboy, aveva acquistato a caro prezzo una tomba accanto a Marilyn.
postato da: nuvola75| link | commenti
categorie: cronache